Proposta d’acquisto immobiliare: cos’è e come funziona

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La proposta d’acquisto è uno dei documenti che bisogna necessariamente conoscere quando si compra o si vende casa. Devi stare attento a non confonderla con il compromesso immobiliare, che abbiamo già trattato in un’altra guida. La differenza è che il compromesso vincola sia chi compra che chi vende un immobile, mentre la proposta d’acquisto vincola (almeno inizialmente) solo l’acquirente. In questa guida voglio spiegarti bene questo strumento e come può esserti utile in una compravendita immobiliare.

Prima di cominciare, voglio solo ricordarti che se sei il venditore di un immobile potrebbe interessarti il mio sistema Vendi Casa Prima & Meglio®. Si tratta di un metodo che mi aiuta a vendere le case dei miei clienti in tempi brevissimi a volte meno di 60 giorni dalla messa in vendita al loro effettivo valore di mercato, e ti metto volentieri a disposizione una guida gratuita in cui è spiegato passo per passo.

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A cosa serve la proposta d’acquisto immobiliare

Questo documento serve per rendere ufficiale l’interesse di chi vuole comprare una casa. Solitamente si presenta come un modulo precompilato che ti viene fornito direttamente dall’agenzia immobiliare, ma se non ci sono agenzie coinvolte nella compravendita puoi chiedere l’ausilio di un notaio; potresti persino scaricare un modulo da internet, ma in questo caso stai attento e cerca una fonte davvero attendibile.

Ad ogni modo, in questo modulo ci sono 4 cose che non possono mancare:

  • Una dichiarazione con cui l’acquirente si dice interessato a comprare l’immobile;
  • La somma a cui è interessato ad acquistare la casa;
  • Un periodo di validità della proposta, al termine della quale questa non è più valida. Solitamente sono 14 giorni, ma puoi liberamente modificare questo valore a tuo piacimento;
  • Una somma che viene garantita come caparra. Questa somma sarà bloccata fino a che la proposta non sarà scaduta, accettata o rifiutata. Solitamente è un assegno circolare intestato direttamente al venditore dell’immobile.

Non c’è un valore definito della caparra, per cui acquirente e venditore possono accordarsi liberamente tra loro. Questo elemento è molto importante, perché serve come garanzia al venditore: se l’acquirente dovesse ripensare alla sua proposta d’acquisto, ritirandola prima del tempo, perderebbe tutta la somma indicata come caparra e questa verrebbe intascata come risarcimento dal venditore.

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La proposta viene rifiutata? Ecco cosa succede

Se la proposta d’acquisto dell’acquirente viene rifiutata dal venditore, l’acquirente può riprendere la somma che ha bloccato come caparra e non c’è alcun accordo che vincola le due parti. In ogni caso, l’interessato potrà fare un’altra offerta al venditore, magari alzando la somma offerta per garantirsi una migliore probabilità di riuscita.

La proposta viene accettata? Ecco cosa succede

In ogni proposta immobiliare c’è uno spazio apposito per l’accettazione; il venditore dell’immobile compila la sua parte del modulo, appone la sua firma ed è fatta: ora la proposta impegna ufficialmente entrambe le parti. Da questo momento, il proprietario dell’immobile può incassare la sua caparra e mettersi d’accordo con l’acquirente per stabilire data e luogo in cui verrà firmato l’atto di vendita vero e proprio.

Attenzione, però, prima di firmare. Una proposta ben fatta non è soltanto un generico impegno a presentarci insieme dal notaio, in una giornata di sole, per concludere l’affare e brindare con un calice di vino. Solitamente questo documento ingloba delle clausole che riguardano i tempi e le modalità di pagamento dell’immobile, la sua conformità urbanistica e via dicendo.

In virtù di questo, se il venditore sei tu dovresti premurarti di analizzare nel dettaglio la proposta prima di firmarla. Se vuoi puoi portarla da un avvocato o da un notaio per farti assistere; loro potranno aiutarti a comprenderla del tutto e ad identificare eventuali condizioni che non ti stanno bene.

Un esempio tipico è quello di chi si impegna a comprare un immobile ma ha bisogno che la banca gli rilasci un mutuo per farlo; in questo caso è possibile vincolare la validità dell’accordo, subordinandola al buon esito della richiesta del finanziamento. Sono aspetti sottili, che è meglio trattare con un professionista per essere sicuri di non fare scelte azzardate.

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