Agenzia immobiliare, la provvigione si detrae dalle tasse

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Il governo italiano negli ultimi anni ha fatto tutto il possibile per aumentare la tassazione sugli immobili e frenare la ripresa di questo mercato. All’interno di un quadro fiscale esasperante, però, ci sono anche delle buone notizie.

Devi sapere, infatti, che in alcuni casi è possibile portare in detrazione la provvigione dell’agente dalle imposte. Parliamo di detrazione vera e propria, non di deduzione: la somma che potrai scaricare si sottrae, dunque, direttamente dalle imposte che devi allo Stato. In questo modo puoi approfittare “a prezzo scontato” del servizio offerto dal professionista, ma solo rispettando alcuni criteri.

Vediamo quali siano le condizioni necessarie per usufruire di questa agevolazione, e come compilare il 730 per approfittarne.

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Chi può farlo?

Può portare in detrazione dalle imposte la provvigione dell’agente immobiliare chiunque stia acquistando la sua abitazione principale.

Questo significa che soltanto l’acquirente dell’immobile può approfittare dell’agevolazione, mentre chi sta vendendo casa non ne può giovare. Non è prevista alcuna eccezione: anche chi vende la sua abitazione principale, oppure ha partecipato in parte preponderante al pagamento dell’agente, non potrà comunque essere beneficiario dell’agevolazione.

Possiamo dunque far rientrare questa misura all’interno del pacchetto di bonus per l’acquisto della prima casa, anche se raramente chi ne compra una è a conoscenza di tutti i vantaggi che può avere.

Quanto si detrae?

provvigione immobiliare detrazione tasse

L’agevolazione prevede che l’acquirente possa detrarre dalle imposte il 19% delle spese sostenute per il pagamento dell’agente immobiliare, fino ad un massimo di 1.000 euro.

Facciamo un esempio per rendere subito più chiaro l’argomento.

Supponiamo che tu stia comprando un immobile da 100.000 euro, su cui l’agente immobiliare ti chiede di pagare il 3% di provvigione.

Si tratta di una provvigione da 3.000 euro. Ora ti risparmio la calcolatrice: il 19% di 3.000 sono 570 euro. Visto che sono meno di 1.000, puoi detrarre 570 euro.

Ora facciamo un altro esempio. Supponiamo che tu stia acquistando una casa da 400.000 euro, sempre con una provvigione del 3%.

In questo caso tu ed il venditore avrete un costo di intermediazione di 12.000 euro; per semplificare le cose, supponiamo che anche questa volta decidiate di dividere a metà. Ognuno di voi dovrà pagare, quindi, 6.000 euro all’agente.

Ora, se andiamo a calcolare il 19% di 6.000 ci accorgiamo che il risultato sono 1.140 euro: più dei 1.000 previsti dal tetto massimo dell’agevolazione. In questo caso, quindi, potrai scaricare solo 1.000 euro.

 

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Come detrarre i costi di intermediazione immobiliare

Se sei familiare con il modello 730, saprai che è diviso in vari moduli. Uno in particolare, il Quadro E, rigo E8/E10, è quello che ci interessa in questo momento. Qui potremo indicare il nostro onere detraibile.

Attenzione: l’unico che può farlo è l’effettivo acquirente dell’immobile. Anche se l’acquirente è un famigliare a carico del dichiarante, non è consentito usufruire dell’agevolazione.

Chi si rivolge ad un commercialista potrà semplicemente farlo presente al professionista e lasciare che sia lui a compilare la modulistica necessaria.

Come sempre è bene avere tutta la documentazione necessaria per testimoniare che il nostro onere esiste a tutti gli effetti. Per questo è bene conservare:

  • Il preliminare di vendita dell’immobile
  • L’atto di compravendita
  • L’autocertificazione del fatto che la casa sarà adibita ad abitazione principale
  • La fattura dell’agenzia immobiliare

La fattura deve indicare espressamente l’acquirente dell’immobile come destinatario. Con l’arrivo della fatturazione elettronica è comunque possibile che tu riesca a trovarla direttamente nel tuo cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate, anche se non hai conservato la copia cartacea.

Il caso della comproprietà

Spesso chi acquista la sua prima casa si è sposato da poco, e desidera che l’immobile sia intestato sia a sé che al/alla consorte. In questo caso usufruire delle agevolazioni è sempre possibile, ma bisogna fare caso ad alcuni aspetti importanti.

Prima di tutto, la somma detraibile va calcolata con attenzione. Bisogna dividere la provvigione pagata in base alle quote di proprietà, non in base a come si sia divisa la spesa.

Supponiamo che una giovane coppia abbia appena acquistato la sua abitazione principale, versando insieme una provvigione di 1.000 euro all’agente immobiliare. La provvigione è stata pagata a metà da entrambi, ma le quote di proprietà sono divise al 60% e 40%.

Anche se la provvigione è stata divisa equamente in due, quello che bisogna considerare è il secondo aspetto. Per questo il proprietario dell’immobile al 60% potrà portare in detrazione il 19% di 600 euro, mentre il proprietario al 40% potrà portare in detrazione il 19% di 400 euro.

La seconda cosa a cui fare attenzione è la fattura. Questa deve riportare i dati anagrafici di tutti e due gli acquirenti; nel caso non sia così, bisogna contattare l’agente immobiliare è fare in modo che la fattura venga integrata.

 

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2 Comments

  1. Giuliana 5 Novembre 2019
  2. admin 5 Novembre 2019

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